Cimitero delle Fontanelle
- Luogo Segreto
- Sito Storico
- Prezzo: €6 - €8
- Orari di apertura: 10:00 - 18:00, lun e ven dalle 09:00 (chiuso il mer)
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Storia
Le grotte prendono il nome dalle piccole sorgenti, le fontanelle, che un tempo scorrevano in questo tratto della collina di Materdei, il cui tufo vulcanico tenero era già cavato come materiale da costruzione fin dall'epoca greca e romana. Quello spazio scavato assunse una funzione ben diversa nel 1656, quando una violenta epidemia di peste colpì Napoli, uccidendo in pochi mesi una parte così ampia della popolazione da mandare in crisi le normali pratiche di sepoltura, tanto che i morti vennero portati qui in numero straordinario. Una seconda ondata di sepolture di massa seguì l'epidemia di colera del 1836, che si portò via migliaia di altre vite in città, aggiungendo un ulteriore strato di resti non reclamati e non identificati a quelli già custoditi nelle cave.
Per oltre due secoli le ossa rimasero in gran parte prive di un ordine, finché nel 1872 il sacerdote don Gaetano Barbati, aiutato da alcune donne del quartiere, si adoperò per disporle in tre sezioni simboliche, riservate rispettivamente al clero, alle vittime della peste e alle pezzentelle, i morti poveri e senza nome, aprendo il sito alla devozione pubblica. Fu proprio questo riordino, non meno delle sepolture in sé, a dare al cimitero il suo carattere distintivo: un luogo dove i morti poveri di Napoli, privati di nomi e di tombe individuali, ricevettero comunque una forma di cura collettiva che si protrasse per generazioni.
Lo sapevi?
Un teschio, conosciuto localmente come "il capitano" per le ferite di aspetto bellico visibili sul cranio, è diventato una delle capuzzelle più raccontate del cimitero: la tradizione popolare lo vuole geloso della propria devozione, e narra di una giovane sposa che lo avrebbe deriso poco prima che una disgrazia colpisse le sue stesse nozze. Racconti come questo, tramandati oralmente più che documentati, mostrano quanto profondamente il culto popolare delle anime pezzentelle si sia intrecciato con l'immaginario quotidiano del Rione Sanità, ben al di là di ciò che la Chiesa abbia mai formalmente approvato.
Fu proprio questa spontaneità a destare preoccupazione nelle autorità ecclesiastiche: nel 1969 la Chiesa intervenne per limitare la pratica devozionale nel sito, temendo che l'adozione dei teschi fosse scivolata nella superstizione, e poco dopo l'accesso pubblico al culto venne ristretto. Il cimitero, tuttavia, non perse mai del tutto la sua presa sulla memoria locale, con visite proseguite in modo discontinuo nei decenni successivi, e il suo ritorno nel 2026 con un assetto permanente e gestito, ripensato per i visitatori pur riservando spazio alla preghiera silenziosa, riflette il tentativo di onorare insieme il valore storico del sito e il suo significato ancora vivo per il quartiere.
Utile sapere
Dalla riapertura, nell'aprile 2026, il cimitero è visitabile solo con prenotazione obbligatoria, attraverso il portale ufficiale cimiterodellefontanelle.it; l'orario standard è 10:00-18:00, con ultimo ingresso alle 17:15, e il sito è chiuso il mercoledì. Il lunedì e il venerdì l'apertura anticipa alle 9:00, per riservare uno spazio ai fedeli del quartiere prima dell'inizio delle visite generali: un dettaglio utile per chi preferisce evitare gli orari più affollati.
Il cimitero si trova a pochi minuti a piedi dalle Catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso, e abbinare le tre tappe offre una mattinata o un pomeriggio pieno, per quanto di riflessione, nel Rione Sanità; nelle vicinanze si trovano anche Palazzo dello Spagnolo e il Ponte della Sanità, utili per alleggerire l'atmosfera dopo la visita. Trattandosi di un luogo di devozione locale ancora viva, e non di una curiosità da osservare con distacco, ai visitatori si chiede di mantenere un tono di voce basso e un comportamento adeguato, come in qualsiasi luogo di raccoglimento.