Scopri Napoli

  • Circa 905.000 abitanti in città (quasi 3 milioni nell'area metropolitana)
  • Campania
  • CET/CEST (UTC+1 / UTC+2)

Storia

Basilica di San Lorenzo Maggiore

Napoli nasce come Neapolis, la “città nuova”, fondata intorno al 470 a.C. da coloni greci provenienti dalla vicina Cuma per sostituire un insediamento precedente, Palepoli. Rimase una città profondamente greca anche dopo essere passata sotto il controllo romano nel IV secolo a.C., apprezzata dalle élite romane — inclusi gli imperatori Augusto, Claudio e Nerone — come luogo dove parlare greco, studiare filosofia e costruire ville sul mare in quella che oggi è Posillipo, mentre il suolo vulcanico della Campania circostante ne faceva una delle regioni agricole più ricche del mondo antico.

Durante l’alto Medioevo, Napoli divenne un ducato indipendente legato in modo labile all’Impero bizantino, prima di passare nel XII e XIII secolo sotto il dominio normanno, poi svevo e infine angioino — furono proprio gli Angioini a costruire Castel Nuovo e a fare di Napoli la loro capitale nel 1282. Alla conquista aragonese del 1442 seguirono due secoli e mezzo come viceregno spagnolo, durante i quali Napoli si gonfiò fino a diventare una delle città più grandi e affollate d’Europa, con la popolazione e le sue estreme disuguaglianze sociali in crescita parallela.

Il Settecento portò la fioritura più celebrata della città: sotto i re borbonici che fecero di Napoli la capitale del Regno indipendente delle Due Sicilie a partire dal 1734, la città divenne una delle grandi capitali culturali d’Europa, costruendo il Teatro di San Carlo, la Reggia di Caserta e la Real Fabbrica di Capodimonte, e attirando viaggiatori del Grand Tour meravigliati dalla sua posizione sul golfo ai piedi del Vesuvio. Napoli votò per aderire al neonato Regno d’Italia unificato nel 1860, ponendo fine a oltre un secolo come capitale indipendente e dando inizio a un lungo periodo di relativo declino economico e di emigrazione di massa che ha ridisegnato le comunità napoletane in tutto il mondo.

La Seconda guerra mondiale lasciò Napoli pesantemente bombardata, e nel settembre 1943 i suoi abitanti insorsero contro le forze tedesche di occupazione nelle “Quattro Giornate di Napoli”, liberando la città prima dell’arrivo delle truppe alleate — prima città italiana a riuscirci. La ricostruzione del dopoguerra fu disomogenea e spesso compromessa dal controllo della criminalità organizzata sugli appalti edilizi, una sfida che la città ha affrontato negli ultimi decenni attraverso la riqualificazione urbana, il restauro dei musei e un settore turistico ricostruito proprio attorno a quella densità e a quella storia stratificata che un tempo la facevano sembrare ingestibile agli occhi di chi veniva da fuori, e che oggi la rendono invece un’attrattiva.

Lo sapevi che...

Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  • Il centro storico di Napoli è il più esteso d'Europa, con circa 1.700 ettari di tessuto urbano abitato ininterrottamente per 27 secoli — l'UNESCO lo ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità nel 1995.
  • Nel 2017 l'UNESCO ha riconosciuto l'"Arte del pizzaiuolo napoletano" come Patrimonio Culturale Immateriale, l'unica volta in cui un mestiere culinario legato a una singola città ha ricevuto questo riconoscimento.
  • Tre volte l'anno — il primo sabato di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre — nel Duomo di Napoli si tiene una cerimonia in cui un'ampolla che si dice contenga il sangue essiccato del patrono cittadino, San Gennaro, dovrebbe liquefarsi; il rito è documentato almeno dal 1389.
  • Napoli Sotterranea, una rete di cave di epoca greca e cunicoli dell'acquedotto romano che si estende fino a 40 metri sotto le strade, fu poi riutilizzata come rifugio antiaereo durante la Seconda guerra mondiale e oggi è visitabile.
  • Il Teatro di San Carlo, inaugurato nel 1737, è il più antico teatro d'opera ancora in attività al mondo, precedendo di decenni sia la Scala di Milano sia l'Opéra Garnier di Parigi.
  • Le sette stagioni di Diego Maradona alla S.S.C. Napoli (1984-1991), inclusi i primi due scudetti del club, sono ancora celebrate in città con murales, e lo stadio è stato ribattezzato in suo onore dopo la sua morte nel 2020.

Cose da non perdere

Castel Nuovo
  • Castel Nuovo — Una fortezza angioino-aragonese a guardia del porto di Napoli, celebre per lo scintillante arco di trionfo rinascimentale e per la sala dove un re intrappolò i baroni ribelli.
  • Museo Archeologico Nazionale di Napoli — Una delle più grandi collezioni archeologiche al mondo, che unisce i Marmi Farnese ai tesori strappati alle ceneri di Pompei ed Ercolano.
  • Cappella Sansevero — Custode del sorprendente Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, un capolavoro marmoreo settecentesco talmente realistico da lasciare ancora oggi i visitatori senza parole.
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Piatti tipici

Gran Caffè Gambrinus
  • Pizza Margherita — Pomodoro, mozzarella e basilico su una base soffice e maculata, nata a Napoli nel 1889, si dice, per richiamare i colori della bandiera italiana — la progenitrice di ogni pizza mangiata nel mondo.
  • Sfogliatella — Dolce a forma di conchiglia farcito di ricotta zuccherata e canditi, in due versioni: 'riccia', con decine di strati croccanti e sfogliati, e 'frolla', dal guscio più morbido di pasta frolla.
  • Babà — Dolce lievitato imbevuto di sciroppo al rum, giunto a Napoli attraverso i legami della corte borbonica con la pasticceria francese e oggi immancabile in ogni pasticceria napoletana.
  • Ragù napoletano — Sugo di pomodoro e carne cotto a fuoco lento per ore, finché la carne non si sfalda, servito tradizionalmente su ziti o paccheri come rito domenicale in famiglia più che come piatto veloce infrasettimanale.
  • Mozzarella di bufala campana — Formaggio fresco prodotto con latte di bufala nelle pianure tra Caserta e Salerno, protetto da denominazione DOP, gustato al naturale, in una caprese o su una pizza ancora calda di forno.
  • Cuoppo — Cono di carta con un misto di pesce, verdure o snack fritti — un fritto misto da mangiare passeggiando, venduto nelle friggitorie di tutto il centro storico.
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Informazioni utili

Cappella Sansevero

Come spostarsi

La Linea 1 della metropolitana di Napoli attraversa alcune 'stazioni dell'arte' — Toledo, Municipio, Dante — realizzate da architetti e artisti contemporanei, che vale la pena visitare di per sé. Quattro funicolari storiche salgono dal centro fino alla collina del Vomero, un modo rapido e panoramico per raggiungere Castel Sant'Elmo e la Certosa di San Martino. Il centro storico è compatto, in gran parte pedonale nelle vie principali e si esplora al meglio a piedi, anche se altrove il traffico e gli scooter si muovono veloci e imprevedibili, quindi è bene attraversare le strade con la normale cautela. Autobus e tram coprono il resto della città ma con orari meno prevedibili della metro; taxi e app di ride-sharing sono molto usati per gli spostamenti oltre la distanza pedonale.

Quando andare

Da aprile a giugno e da settembre a ottobre offrono il clima più mite e piacevole, evitando sia l'afa estiva sia la folla e il caldo di luglio-agosto, quando molte trattorie a conduzione familiare chiudono per la tradizionale pausa di ferragosto a metà agosto. L'inverno è mite rispetto agli standard del Nord Europa e più tranquillo dal punto di vista turistico, e dicembre porta il centro storico nel pieno della stagione dei presepi lungo Via San Gregorio Armeno. Le gite costiere a Capri, Ischia e in Costiera Amalfitana sono ideali da fine primavera a inizio autunno, quando gli orari dei traghetti sono al massimo della frequenza.

Buono a sapersi

  • All'interno del Duomo, della Cappella Sansevero e di altre chiese vige un codice di abbigliamento: spalle e ginocchia devono essere coperte.
  • Prenotare in anticipo per Napoli Sotterranea, la Cappella Sansevero e altri siti piccoli e molto richiesti, che limitano la dimensione dei gruppi e esauriscono rapidamente i posti disponibili in giornata.
  • Molte trattorie, mercati e negozi a conduzione familiare preferiscono o richiedono contanti; è bene portarne un po' insieme a una carta.
  • Come in ogni centro cittadino denso e affollato, è consigliabile tenere le borse chiuse e gli oggetti di valore fuori dalle tasche posteriori nei pressi di Piazza Garibaldi, della stazione centrale e sui mezzi pubblici affollati.
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