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Castel dell'Ovo

  • Castello e Fortezza
  • 4.6
  • Prezzo: Gratuito
  • Orari di apertura: 09:00 - 19:00 (lun-sab), 09:00 - 14:00 (dom)
Indicazioni stradali
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Storia

Federico II di Svevia, che ereditò la fortezza insieme al resto del regno, la trattò sia come residenza sia come cassaforte del tesoro reale, rafforzandola intorno al 1222 con nuove torri realizzate sotto la direzione dello scultore-architetto Nicola Pisano. Quando gli Angioini conquistarono il regno nel 1266 e Carlo I trasferì la corte nella sua nuova fortezza sul porto, Castel Nuovo, il tesoro e gran parte della famiglia reale rimasero a Castel dell'Ovo, ancora considerato il più inespugnabile dei due castelli.

Quella fama ne fece naturalmente anche un carcere, oltre che una roccaforte. Il prigioniero angioino più toccante fu Corradino di Svevia, ultimo erede diretto della linea di Federico II, rinchiuso qui a soli sedici anni dopo la sconfitta nella battaglia di Tagliacozzo del 1268, nell'atto finale della caduta della dinastia sveva dal potere nell'Italia meridionale. I re aragonesi che seguirono nel Quattrocento proseguirono la tradizione, utilizzando le celle del castello per rinchiudere gli avversari politici di Alfonso I, mentre ne rafforzavano al contempo le difese esterne.

Lo sapevi?

Secondo la leggenda riportata nella Cronaca di Partenope del XIV secolo, il poeta latino Virgilio — ricordato nella Napoli medievale più come potente mago che come poeta — racchiuse un uovo in una bottiglia di vetro, lo protesse con una gabbia di ferro e lo nascose in una camera segreta sotto le fondamenta del castello, legando con un incantesimo il destino della fortezza, e con esso quello della città, a quell'oggetto fragile: finché l'uovo fosse rimasto intatto, Napoli sarebbe stata al riparo dalle disgrazie. Il racconto si dimostrò abbastanza radicato da influenzare avvenimenti reali: dopo che alcuni terremoti scossero la città e danneggiarono il castello a metà del XIV secolo, si diffuse la voce che l'uovo magico si fosse finalmente rotto, e si narra che la regina Giovanna I ne fece installare uno nuovo per rassicurare una popolazione inquieta.

Osservando da vicino la "Sala delle Colonne" all'interno del castello si notano rocchi di colonne antiche inglobati nella struttura medievale successiva — frammenti della sontuosa villa che il generale romano Lucio Licinio Lucullo fece costruire su questo stesso isolotto nel I secolo a.C., celebre nell'antichità per i suoi giardini e all'origine dell'espressione "pasto luculliano", ancora oggi usata per indicare un banchetto di sfarzo eccezionale. Altre tracce, tra cui i resti di un ninfeo, sono ancora visibili sulla terrazza della vicina collina di Monte Echia, il promontorio dove si ritiene sorgesse il primo insediamento greco di Partenope, prima che la città si spostasse verso la parte bassa.

Utile sapere

L'accesso ai bastioni e alle sale interne di Castel dell'Ovo è gratuito; il castello è aperto dalle 9:00 alle 19:00 dal lunedì al sabato, con un orario ridotto la domenica, dalle 9:00 alle 14:00. Non essendoci un biglietto d'ingresso, si presta bene a essere abbinato senza fretta a una passeggiata sul lungomare, più che a essere una tappa a sé programmata. La Terrazza dei Cannoni, il punto più alto dei bastioni, richiama il pubblico più numeroso al tramonto, quando la luce si stende sul Golfo di Napoli verso il Vesuvio e Capri.

Il ponte che conduce al castello è fiancheggiato dai ristoranti e dalle piccole barche di Borgo Marinari, il quartiere di pescatori più antico di Napoli, che merita una passeggiata prima o dopo la visita; l'intero isolotto si trova inoltre a pochi passi dal Lungomare e da via Partenope, il che rende semplice inserirlo in una camminata più lunga verso Villa Comunale o il litorale di Santa Lucia.