Palazzo Reale di Napoli
- Palazzo Storico
- Prezzo: €2 - €15
- Orari di apertura: 09:00 - 20:00 (chiuso il mercoledì)
Storia
L'intervento strutturale di Vanvitelli nel 1753-54 diede al palazzo una delle sue caratteristiche più riconoscibili quasi per caso: chiamato a puntellare una facciata che già mostrava segni di cedimento, chiuse otto dei sedici fornici originari del portico al piano terra, trasformandoli nelle nicchie vuote che sarebbero rimaste tali per oltre un secolo. Fu un incendio — scoppiato negli appartamenti della Regina Madre nel 1837 — a innescare la successiva grande trasformazione del palazzo: re Ferdinando II affidò la ricostruzione all'architetto Gaetano Genovese, che nei due decenni seguenti, dal 1838 al 1858, riorganizzò gli interni, innalzò lo scalone monumentale sul lato sud del palazzo e disegnò il cortile del Belvedere e il giardino pensile che ancora oggi definiscono quell'ala del complesso.
Quelle nicchie vuote furono finalmente riempite mezzo secolo più tardi, nel 1888, quando re Umberto I del neonato Regno d'Italia commissionò a otto scultori dell'Accademia di Belle Arti della città le statue dei sovrani del passato oggi visibili sulla facciata — un progetto tanto decorativo quanto politico, pensato per presentare la monarchia sabauda come legittima erede di otto secoli di dominio su Napoli, sovrani normanni compresi.
Lo sapevi?
Nell'ala orientale del palazzo trova sede la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, una delle raccolte più importanti d'Italia, che ospita al suo interno un'istituzione davvero unica: l'Officina dei Papiri Ercolanesi, fondata nel Settecento da Carlo di Borbone per srotolare e studiare i rotoli di papiro carbonizzati recuperati da una biblioteca privata sepolta a Ercolano dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il patrimonio della biblioteca conta oggi circa 1.800 di questi rotoli, e gli specialisti continuano ancora oggi, lentamente e con estrema cura, a srotolare e decifrare quelli mai aperti.
Il Teatrino di Corte custodito all'interno del palazzo, piccolo e riccamente decorato in stile rococò, fu costruito per un pubblico composto da una sola famiglia reale e dai suoi ospiti, non per il pubblico pagante che affollava il vicino Teatro San Carlo — un promemoria del fatto che, per gran parte della sua storia, il Palazzo Reale funzionò non tanto come un museo in attesa di diventarlo, quanto come il centro nevralgico e pienamente operativo della vita di corte di un regno, con un proprio teatro, una cappella e in seguito una biblioteca racchiusi entro le stesse mura degli appartamenti reali.
Utile sapere
Il palazzo è aperto dalle 9:00 alle 20:00 ed è chiuso il mercoledì, con biglietti nella fascia 2-15 euro a seconda del percorso e delle mostre incluse; lo Scalone d'Onore, gli Appartamenti Reali e la Sala del Trono costituiscono il nucleo della visita, ed è bene mettere in conto una mezz'ora in più nel caso in cui, quel giorno, il Teatrino di Corte o le sale di lettura della Biblioteca Nazionale siano aperti al pubblico.
Piazza del Plebiscito, di fronte alla lunga facciata del palazzo, regala la classica fotografia del fronte punteggiato di statue in contrasto con il colonnato curvo della Basilica di San Francesco di Paola che le sta di fronte, catturata al meglio nella luce morbida del primo mattino, prima che la piazza si riempia di gente; il Teatro San Carlo e la Galleria Umberto I distano entrambi uno o due minuti a piedi, il che rende questa piazza un naturale punto di partenza per esplorare a piedi il resto del centro di Napoli.